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Aggiornamento Campionati Assoluti di nuoto Riccione 2012

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Aggiornamento Campionati Assoluti di nuoto Riccione 2012

Vincono Pellegrini i 400 col terzo crono stagionale di 4’05″70, Magnini i 100 sl, Di Tora e Gemo i 100 dorso, Scozzoli i 50 rana e Polieri i 200 farfalla. Tra i big spunta Paltrinieri, che si impone negli 800 col record juniores di 7’51″97

RICCIONE – I successi d’autore di Federica Pellegrini, Fabio Scozzoli e Filippo Magnini e quello verde speranza di Gregorio Paltrinieri griffano una prima giornata ricca di spunti di interesse ai campionati assoluti, in svolgimento allo stadio del nuoto di Riccione e validi come prova di qualificazione dei campionati europei assoluti (Debrecen, 21-27 maggio) e giovanili (Anversa, 4-8 luglio) e delle Olimpiadi (Londra, 28 luglio-4 agosto).
La campionessa e primatista mondiale della specialità, Federica Pellegrini (CC Aniene), s’impone nei 400 stile libero in 4’05″70 (passaggi 59″05, 2’00″92, 3’03″68) – avanti alla ritrovata Alessia Filippi (Fiamme Gialle), seconda in 4’11″67 (2’05″97 ai 200) – per il terzo tempo mondiale stagionale alle spalle dell’olimpionica britannica Rebecca Adlington (4’02″35) e della francese Camille Muffat (4’03″21).
Buoni i primi duecento metri, aggressivi e alti; più sofferta la seconda parte di gara, ma il motivo lo spiega il tecnico federale Claudio Rossetto, che oltre a seguire la “divina”, segue anche i velocisti della staffetta 4×100 con i campioni Filippo Magnini e Luca Dotto su tutti. “Abbiamo deciso di forzare il passaggio ai 200 metri per valutare la reazione in un momento in cui si lavora per costruire un tempo importante. A livello cronometrico mi aspettavo una risposta migliore, soprattutto dopo il 4’08″52 delle batterie. Di certo non aiuta nuotare in solitudine, soprattutto in una gara in progressione. Lo stato dell’arte è comunque buono”. D’accordo Pellegrini: “Soffro un po’ la mancanza di avversarie, perché è molto più facile nuotare un 400 con qualcuno che ti dà il passo. Siamo comunque a buon punto. Durante la stagione riuscire a nuotare intorno ai 4 minuti e basso seppur in fase di carico e di non finalizzazione è un ottimo segnale”.
Buono anche il passo di Alessia Filippi, seconda in 4’11″67 (2’05″97 ai 200) e soprattutto sorridente e decisa dopo il biennio buio che ha seguito l’argento olimpico negli 800 di Pechino e l’oro e il bronzo mondiale nei 1500 e 800 a Roma 2009. “Ho ritrovato entusiasmo, voglia; si ricomincia da qui. Volevo scendere sotto il 4’10. Non ci sono riuscita, ma resta un buon test per gli 800. Questo inverno avevo nuotato in 4’16, continuo a crescere. Qualcosa ho sbagliato. Potevo far meglio in virata e in uscita, ma queste sbavature sono anche legate alla lucidità e forza che mi sono mancate nel finale”. Sorridente il tecnico federale Andrea Palloni: “Mi aspettavo un po’ meglio, ma non abbiamo finalizzato i 400. Ad Alessia mancano ancora le parti centrali coi regimi più alti. Abbiamo bisogno del lavoro a casa e di partecipare a gare. La vedo contenta, serena e fiduciosa. Pertanto va bene così”.
Tra i più attesi c’è Fabio Scozzoli, vice campione mondiale dei 50 e 100 rana, che si aggiudica la gara veloce in 27″83, quattro centesimi avanti a Mattia Pesce (Fiamme Oro Roma/Forum Sport Center), secondo in 27″87. “I tempi non sono niente di particolare – racconta –  Non mi aspettavo molto dopo la batteria che ho nuotato lentamente. In finale invece ho avuto una buona frequenza, ma a scapito della presa. Il 50 per me è sempre più difficile da interpretare del 100. Il livello in Italia sta crescendo. La gara è diventata più competitiva e tutto ciò è molto bello. Oltretutto questo non è mai stato il mio periodo migliore a causa del cambio stagionale che continuo a soffrire fisicamente”.
Torna al titolo nella gara regina il bicampione del mondo Filippo Magnini (Larus Nuoto), che in 48″99 (ai 50 23″91), precede Michele Santucci (Fiamme Azzurre/Larus Nuoto – 49″14) e Marco Orsi (Fiamme Oro Roma/Uisp Bologna – 49″31); fuori dal podio il vice campione mondiale dei 50 Luca Dotto (Forestale/Larus Nuoto – quarto in 49″41). Determinante, per il successo di Re Magno nei 100 stile libero, il ritorno in 25″08.  “E’ stata una gara di grande cuore – afferma – Purtroppo gli assoluti di marzo non riesco mai a nuotarli bene. Sembra una comica, ma è così. Ho avuto una settima di febbre insieme a Michele Santucci che ci ha privato di energia. Faccio fatica a scappare nei primi 50. Mi spiace per Luca Dotto, ma ogni tanto capita di non essere in forma. Era molto importante arrivare nei primi due anche in vista delle scelte olimpiche. Sono contento per Federica, che in allenamento ha nuotato 4’04 nei 400 con me e Belotti da lepre. E’ forte, si allena e sta bene. Procediamo così”.

Dopo i big, ecco spuntare il volto sorridente del 17enne Gregorio Paltrinieri (Coopernuoto), campione italiano degli 800 col record italiano juniores di 7’51″97 (precedente 7’53″93 di Federico Colbertaldo), miglior tempo stagionale mondiale davanti al coreano Tae Hwan Park (7’53″33) e progressione sempre sotto al minuto ogni 100: 1’55″82 ai 200, 3’53″80 ai 400, 5’53″29 ai 600. Un tempone, nonché personale abbassato di quasi dieci secondi.  “Volevo un bel tempo. Gli 800 sono una gara sempre difficile, ancora un’incognita: li nuoto poche volte in stagione e poi stiamo preparando i 1500 in chiave olimpica – racconta l’azzurro, che intravede il 7’49″79 di Samuel Pizzetti, recordman in tessuto il 13 aprile scorso – Ho tenuto sino ai 600. Poi ho reagito alla sofferenza. Dai 1500 mi aspetto molto. Li nuoto da 6-7 anni e continuo a crescere. Sono molto fiducioso”. Raggiante Stefano Morini, tecnico federale responsabile del mezzofondo. “Mi aspettavo questi risultati da Paltrinieri, Potenza (secondo in 7’58″04), Detti (terzo in 8’00″48) e Cuoghi (quinto in 8’04″23), che formano un gruppo solido e stimolante, con cui lavoriamo permanentemente al centro federale di Ostia grazie alla Federnuoto che crede in un progetto proposto lo scorso anno da me e consolidato a settembre. Non voglio sbilanciarmi, ma i tempi che stanno conseguendo sono una proiezione importante anche per le Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016. Detti e Paltrinieri oltretutto sono del 1994. Al mattino vanno a scuola e si allenano una volta al giorno. Hanno ampi margini di miglioramento e ci daranno sicuramente soddisfazioni”.

Record juniores anche per Niccolò Bonacchi (Nuotatori Pistoiesi), secondo nei 100 dorso in 54″94 (precedente 55″23 di Fabio Laugeni), alle spalle di Mirco Di Tora (Fiamme Oro Roma/Azzurra 91), primo in 54″27. “Il mio obiettivo era andar sotto i 54″  – conferma Di Tora, campione italiano della specialità dal 2007 – Nuotando mi sentivo bene e sono uscito dall’acqua con la sensazione di aver dato tutto. L’importante era vincere, però mi sarebbe piaciuto scendere sotto il muro dei 54″ e ho ancora la staffetta per riprovarci”.

Nelle altre finali successi di Alessia Polieri (Imolanuoto) nei 200 farfalla in 2’10″39 – “Questa mattina ho risparmiato le energie per il pomeriggio, ma non sono stata esplosiva in finale. Non sono contenta. Mi aspettavo di scendere sotto al 2’10. Mi confronterò con Tamas (il tecnico federale Gyertyanffy, ndr) per comprendere dove ho sbagliato” – e di Elena Gemo (CC Aniene) nei 100 dorso in 1’01″21 avanti ad Arianna Barbieri (Fiamme Gialle/Azzurra 91), unica atleta seconda classificata ad essersi qualificata per gli europei di Debrecen eguagliando il tempo limite di 1’00″26 (qualificati tutti i vincitori delle prove individuali e coloro che eguagliano o scendono sotto i tempi limite). “Sarei stata più contenta se fossi riuscita ad infrangere l’1’01” – afferma Gemo, al quarto titolo consecutivo, il quinto in carriera nella specialità – Forse ho pagato un po’ la tensione: rispetto agli altri anni la posta in palio è molto più alta. Penso di avere il tempo olimpico nelle braccia, anche grazie al confronto con Arianna Barbieri”.

La giornata si è conclusa con la staffetta 4×100 stile libero femminile. Successo per la squadra del Centro Sportivo Esercito con 3’43″93 (Letrari 57″00, Carpanese 55″48, Nesti 55″96 e Ferrajoli 55″49); seconda la squadra A del Circolo Canottieri Aniene con 3’45″42 (Di Pietro 56″91, Di Liddo 56″77, Gemo 57″30 e Pellegrini 54″44); terze le ragazze del Plain Team Veneto A con 3’48″05 (Copetta 57″00, Pezzato 57″31, Trentin 56″20 e Novello 57″54).

Alla luce dei risultati di oggi sono sei gli atleti qualificati per gli Europei di Debrecen, oltre ai già qualificati Federica Pellegrini e Fabio Scozzoli (rispettivamente nei 400 stile libero e 50 rana): Mirco Di Tora, Elena Gemo e Arianna Barbieri nei 100 dorso, Gregorio Paltrinieri negli 800 stile libero, Alessia Polieri nei 200 farfalla e Filippo Magnini nei 100 stile libero.

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