Il patrimonio monumentale e artistico della provincia di Rimini è tanto ricco da essere annoverato tra le meraviglie d’Italia. Anche la natura fa la sua parte: fiumi e torrenti che regalano ampie distese di ciottoli e intime spiaggette con vegetazione spontanea dove si ritrova “l’infanzia del mondo”, per usare le parole del caro poeta Tonino Guerra. Poi campagne e boschi che salendo verso la collina e la montagna si fanno impervi ma generosi di quei prodotti, come tartufi e funghi, che adornano e profumano la cucina locale e nelle sagre stagionali si offrono in qualità e quantità.

Abitata fin dalla preistoria questa terra è anche meta fin dall’antichità di tanti uomini illustri, da Dante Alighieri a San Francesco. L’intero territorio riminese conserva le tracce di queste prerogative storiche, culturali, naturalistiche ed esse si ritrovano nei tanti musei distribuiti dal mare alla collina. Quelli presenti in questa guida fanno parte del sistema museale della Provincia di Rimini e dell’Alta Valmarecchia. Al termine del percorso sono anche raccontati interessanti contenitori e spazi che arricchiscono il già ampio panorama delle opportunità.
Un percorso che, sebbene breve dal punto di vista delle distanze, un bene per il turista che non deve troppo faticare, è ricco di scrigni preziosi, sorprendenti, sempre legati al territorio, alla sua storia, alla sua gente.

Così vanno letti, compresi e goduti, in relazione ai luoghi di cui conservano e custodiscono memoria ed espressioni, questo è il loro plusvalore, una concretezza e autenticità che li fa essere unici. Nonostante questo stretto rapporto con i luoghi, si può parlare di grande arte partendo dall’antichità ad oggi. Basti pensare ai manufatti del periodo etrusco-villanoviano, imperdibili tra gli altri reperti i gioielli e l’ambra raccolti nel Museo Civico Archeologico di Verucchio, così dell’età romana visibili al Museo della Città di Rimini, e nell’attigua Domus del chirurgo.

Secolo dopo secolo sono rimasti ai nostri sguardi esemplari grandiosi. Tra questi i capolavori di quella che fu definita la Scuola del Trecento riminese, nata in seguito al passaggio e al soggiorno di Giotto, che qui intorno al 1303 dipinse un ciclo di affreschi perduto nella chiesa di San Francesco a Rimini e il prezioso Crocifisso ancora esistente.

Il Rinascimento qui ha il suo primo edificio sacro, il Tempio Malatestiano che, proprio al suo interno conserva un straordinario affresco di Piero della Francesca. Il ‘600 e così il secolo dei lumi hanno lasciato opere di inestimabile valore, tra cui le tele, che si incontrano in più musei, del grande Guido Cagnacci, allievo di Carracci e amico del Guercino,
e le imponenti chiese Collegiate barocche. Grande arte che si conferma anche nell’età moderna e nella contemporaneità.

Tra gli artisti che qui sono nati o hanno scelto di vivere, Federico Fellini il regista più noto al mondo, a cui è dedicato il Museo Fellini a Rimini, e il suo sceneggiatore, nonché amico, il poeta Tonino Guerra, di Santarcangelo di Romagna che ora dimora a Pennabilli: in entrambi i luoghi si possono godere i percorsi segnati dalla sua arte. Il Museo diffuso I luoghi dell’anima poi fontane, parchi, giardini, installazioni che ricalcano il suo stile espressivo ed evocano la sua poesia. A Pennabilli ha sede anche il Museo intitolato Il mondo di Tonino Guerra. A Talamello, di cui è originaria la madre, Ferdinando Gualtieri, divenuto a Parigi pittore di fama internazionale, definito il maestro dello splendore del reale, ha lasciato un’importante raccolta delle sue opere, visitabili nel Museo Pinacoteca Gualtieri. A Riccione l’arte contemporanea viene esaltata nella Galleria Villa Franceschi.

A Santarcangelo di Romagna, città senza pari nel numero di personaggi illustri in ogni campo dell’arte a cui ha dato i natali, due musei, il MET e il MUSAS ne raccontano in modo egregio storia e vicende. Anche uomini pii, poi divenuti Beati, sono vivi nella memoria collettiva grazie agli spazi museali a loro dedicati come accade con il Museo di Saludecio e del Beato Amato. Lo stesso per personaggi più ambigui, come Cagliostro che ha legato il suo nome al Museo Civico della Fortezza di San Leo, disegnata dal grande architetto senese Francesco di Giorgio Martini, dove
il discusso conte siciliano dopo anni di prigionia vi morì. Quando non è una figura chiave al centro dell’allestimento lo sono le genti, con le loro tradizioni e i loro costumi. È il caso dei Musei di Santarcangelo, di Valliano di Montescudo e di Sant’Agata Feltria.

Ce n’è per tutti i gusti, anche per gli amanti del volo e degli aerei, che possono deliziarsi al Museo dell’Aviazione di Rimini e delle auto da corsa e da collezione raccolte a San Marino nel Museo Maranello Rosso. Anche i mondi lontani, come il Sud America, l’Africa, l’Oceania, hanno qui un degno omaggio con una grande e prestigiosa collezione esposta nel Museo degli Sguardi di Rimini. E tra le curiosità un Museo diffuso, il Museo del Pane a Maiolo. Dedicati al mare il Museo della Piccola Pesca e delle Conchiglie a Viserbella di Rimini e il Museo della Regina a Cattolica, che offre anche una importante sezione archeologica. Per i ragazzi, e non solo, d non perdere Mateureka Museo del Calcolo di Pennabilli e il Sulphur Museo Storico Minerario della miniera di Perticara di Novafeltria. In questo nostro lembo a Sud della Romagna, aperta e ospitale, i segni del tempo e della storia sono vivi grazie all’impegno della sua gente e dei suoi studiosi e vale la pena cercarli per il nutrimento che sanno dare. Il territorio riminese deve alla sua posizione geografica una storia tanto densa e complessa da lasciare tracce così significative. Fu terra di transito e di commerci fin dai tempi più remoti, grazie ai traffici marittimi con i paesi dell’Adriatico e dell’Oriente mediterraneo, poi viari perché divenuta punto di partenza delle più grandi e importanti strade consolari romane, dopo che Roma ampliò, proprio partendo da Rimini, il suo dominio verso Nord.

E dal Nord giunsero schiere di barbari lanciati alla conquista dell’Italia, in lotta con i “Romani” di Bisanzio, e poi i Longobardi e ancora gli imperatori tedeschi che intendevano riaffermare i loro diritti in contrasto con quelli del Papa. In seguito capitani di ventura cercarono qui una sistemazione stabile lasciando poi campo ai due grandi nemici, capifamiglia e condottieri che rappresentavano le due contrapposte Signorie nate qui, nelle Alte Valli del Marecchia e del Conca, i Malatesta e i Montefeltro, e questi ultimi proprio da San Leo presero il loro nome. Anche nell’ultimo secolo queste zone furono teatro di guerra, essendo ricomprese nella parte estrema della linea gotica, dove si combatterono le ultime grandi battaglie della “campagna d’Italia”. Ne sono testimonianza due Musei a Montegridolfo e a Montescudo. Questa guida è un rapido excursus attraverso mondi di bellezza e di curiosità e per facilitare il viaggiatore è stato deciso di raggrupparli per località, per far sì che a seconda di dove si è si possa scegliere il proprio percorso. Pertanto nel primo gruppo sono raccolti tutti quelli che si trovano sulla Riviera riminese, nel secondo le perle della Signoria dei Malatesta e Montefeltro suddivise per vallate, la Valmarecchia e la Valconca. L’ultimo capitolo è dedicato ad altri musei, collezioni, raccolte, mostre permanenti e musei in progress. Buon viaggio e felice visita.