Il Museo recupera il nome originario dato da Hitler alla linea di difesa costruita lungo gli Appennini nel 1943-44: Goten Linie, ossia Linea dei Goti, detta in seguito Linea Gotica. Di recente costituzione, sorge nel punto in cui i tedeschi avevano stabilito un punto di osservazione verso la Valle del Foglia, dove gli Alleati avrebbero attaccato per irrompere nella pianura padana.

Espone nella prima sezione cimeli della linea di difesa tedesca, prima battezzata Linea dei Goti (Goten Linie) poi nota come Linea Gotica, oltre a un nutrito repertorio fotografico; nella seconda sezione si trovano invece stampati della propaganda di guerra (avvisi, manifesti, fogli volanti, cartoline, pieghevoli, locandine) e giornali di guerra delle date cruciali del 1943-45 (caduta del fascismo, armistizio, nascita della Repubblica Sociale Italiana, monete di occupazione, giornali della Resistenza, fine della guerra). Inoltre due degli undici rifugi che furono scavati dai civili per proteggersi dai bombardamenti sono stati riattivati per le visite guidate.

Ideato dal Comune di Montegridolfo nel 1985, ha potuto essere realizzato solo quasi vent’anni dopo (2002). È situato in un locale in cemento armato, in gran parte interrato, appositamente costruito nel 1990 fuori dalle mura del castello ad imitazione di un fortino di guerra (un “bunker”). Dal sentiero che conduce al museo è visibile gran parte della vallata del Foglia, nel 1944 teatro di furiosi combattimenti, da cui giunsero le truppe inglesi che conquistarono Montegridolfo (31 agosto 1944) dopo aver incontrato una forte resistenza da parte delle truppe tedesche sulla fortificatissima “Linea dei Goti”.
Il museo ha una sezione riservata ai cimeli di guerra e alle armi usate nel conflitto, ed un’altra, ricchissima, riservata alla propaganda di guerra e alla stampa del periodo 1943-1945. Possiede una buona raccolta di fotografie riguardanti fatti di guerra avvenuti nel territorio di Montegridolfo, e inoltre filmati e video.

Alla raccolta dei cimeli ha collaborato tutta la popolazione della zona, mentre dalla collezione Malizia vengono i modellinidi armi e dalla collezione di Terzo Maffei il materiale a stampa.
Il museo si propone di mantenere viva la memoria delle vicende della seconda guerra mondiale e del passaggio del fronte nel territorio di Montegridolfo, che insieme alla vicina Gemmano è stato uno degli ultimi capisaldi orientali della Linea dei Goti, e di ricostruire le terribili condizioni di vita di militari e civili nel periodo bellico. Offre, tramite lezioni, laboratori e visite guidate, un buon servizio didattico.

Nella zona (ma nel Comune di Montescudo), esiste un’altra testimonianza di notevole interesse e di grande suggestione sul passaggio del fronte nel 1944: l’antica chiesa parrocchiale di Trarivi, distrutta dalle granate, di cui sono state consolidate e restaurate le rovine; dove vi sono annessi alcuni ambienti contenenti per lo più documenti fotografici e qualche cimelio. Èstata denominata “la chiesa della Pace”.  Informazioni e visite su prenotazione: tel. 0541.855320

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