150 chilometri consacrati alla cultura enogastronomica che si snodano nelle colline dell’entroterra Riminese, fra le vallate del Conca e del Marecchia, fino a toccare il Montefeltro Marchigiano. Una strada da percorrere a passo lento per scovare le ricchezze della terra e anche i gioielli della storia. Il vino e l’olio sono i prodotti di punta della strada dei Colli di Rimini, nel paniere altre golosità: formaggi, carni, salumi, miele, frutta e le minestre della tradizione.

Si va a Rimini per il mare, e si va a Rimini per sognare.
 Esistono tante anime della città: quella fantastica, sui passi di Federico Fellini, lungo le stradine del Borgo San Giuliano, al Grand Hotel, sul lungomare; l’anima romana con l’Arco d’Augusto e il Ponte di Tiberio, e l’anima rinascimentale, di quando Rimini era la capitale della Signoria; tra le architetture più belle, il Tempio Malatestiano e il Castello di Sismondo. Alle spalle di Rimini si aprono i territori della Signoria, luoghi di nobile storia, dove la vita è dolce e la cucina gode di un sacro rispetto, e le campagne sono floride con i campi di grano che si alternano ai vigneti e agli uliveti. Per seguire le tracce dei Malatesta, si prendono a guida la Valmarecchia e la Valconca.

In Valmarecchia i castelli e le torri hanno una caratteristica comune, sorgono su aspri speroni di roccia che si innalzano netti sul territorio, e permettono una vista completa verso il mare e i monti. L’itinerario passa da Santarcangelo, per godersi il bel centro storico arrampicato sul colle, Poggio Berni dove esiste una singolare concentrazione di palazzi nobiliari e mulini, poi la fortezza di Torriana, vero e proprio sbarramento sulla valle e Montebello, il borgo silenzioso sovrastato dalla rocca piena di mistero.
Sulla sponda opposta della valle, ultima tappa in Valmarecchia, la rocca di Verucchio, una delle più grandi, dove nacque il Mastin Vecchio.

Ai vertici della cucina marinara, il brodetto alla riminese: denso di pomodoro e nero di pepe, le seppie stufate e le grigliate di pesce; tra i secondi di carne, la porchetta, la trippa e le grigliate miste. Per tutti vale un consiglio, le pietanze esaltano il loro sapore se accompagnate dai vini di produzione locale, i selezionatissimi Doc dei Colli di Rimini.

Un posto di rilievo è riservato alla piadina da farcire con pecorino, ricotta, squacquerone e salumi, tra i pani tipici anche il casereccio Bizulà. Dalla terra arrivano la patata di Montescudo, tartufi e castagne, e il buonissimo olio extravergine Dop delle Colline di Romagna e, dalle abili mani delle “sfogline”, escono passatelli, tagliatelle, gnocchi, cappelletti e strozzapreti.

Un’ultima cosa, non si dovrebbe mai abbandonare la tavola senza prima avere assaggiato i dolci: Miacetto di Cattolica, Ciambella, Bustrengo, Sanguinaccio, Saba, Savor, Piada
dei Morti (in autunno) e sorseggiato un bicchiere di nocino.

L’acquisto più tipico è quello delle tele stampate a ruggine. Tralci di vite, spighe di grano, grappoli d’uva, galli e colombine sono i disegni tradizionali delle tovaglie romagnole. Il colore più antico è il ruggine, a cui si sono aggiunti nei secoli il blu cobalto e il verde. Per scoprire i segreti di quest’arte
è possibile visitare alcuni laboratori, che assomigliano un po’ a dei musei, come la Stamperia
Marchi di Santarcangelo che conserva un mangano del Seicento. Ancora artigiani al lavoro a Montefiore, Montescudo e Montecolombo dove si producono le terrecotte tradizionali, mentre per il ferro battuto bisogna recarsi a Mondaino e Montegridolfo.

La Valconca è più dolce, il mare è sempre presente e le colline si avvicinano lentamente all’Appennino; ai piedi delle prime alture, i possedimenti di pianura dei Malatesta: Coriano, San Clemente, Morciano, San Giovanni in Marignano. Ai confini col Montefeltro, sulla linea difensiva della Signoria, i castelli di Saludecio, Montegridolfo, Mondaino con i centri storici armoniosamente racchiusi dalle mura. Tra le residenze preferite dai Malatesta, la rocca di Montefiore, quasi una reggia, adornata di affreschi. A Gemmano, è la natura incontaminata ad offrire emozioni: spettacolare il percorso delle Grotte di Onferno. Chiudono l’itinerario della Valconca i castelli di Montescudo e Montecolombo, in posizione strategica per il controllo del territorio.

Hotel Margareth*** sul mare con offerte e parcheggio in centro sul lungomare
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Albergo Riccione
4,5 su 5 di 150 recensioni
Hotel Margareth***
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