Chi partendo dalla pianura risale la Valle del Marecchia vede, a poca distanza dal mare, forti speroni di roccia che sovrastano il corso del fiume. Sul primo di questi, in una posizione tanto privilegiata e spettacolare da poter spingere lo sguardo su tutta la costa romagnola e sui primi monti dell’Appennino, sorge Verucchio. Più in alto di tutti è la potente Rocca che domina il borgo scelto dai Malatesta come luogo di origine della famiglia.

Una capitale malatestiana dunque (per tradizione Verucchio è detta “Culla dei Malatesta”), ma che vanta una storia più antica di millenni, la storia di una popolazione raffinata oggi raccontata in un museo dove si ammirano reperti di straordinaria bellezza, unici in Italia. Tra il IX e il VII secolo avanti Cristo viveva a Verucchio un popolo evoluto, si sostiene di origine etrusca, che ha testimonianza d’arte e cultura incredibilmente raffinate.

Si tratta della cosiddetta civiltà Villanoviana (ma sarebbe più giusto dire Verucchiese-Villanoviana), che dopo numerose campagne di scavo, possiamo oggi conoscere attraverso tessuti rarissimi, oggetti in legno, bronzi, ceramiche, preziosi gioielli d’oro e d’ambra, armi e strumenti della vita quotidiana. Praticamente unico il grande trono di legno intarsiato che è stato rinvenuto.

Patrono: San Martino 11 novembre.

La Via dei Romei

Il primo tratto dell'”iter tiberinum”, la strada di origine romana che percorreva la valle del fiume Marecchia da Rimini fino ad Arezzo, era delineato in pieno Medioevo dalla Pieve di S. Martino di Verucchio. Su questa strada confluiva il tratto proveniente da Santarcangelo.
Da visitare

  • Rocca Malatestiana
  • Museo Civico Archeologico
  • Rocca e porta di Passerello
  • Chiesa Collegiata
  • Antica fonte e pozzo Malatestiano
  • Piazza Malatesta
  • Convento Francescano
  • Pieve Romanica
  • Mura del fossato
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