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Giornate medievali a Monte Cerignone

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Giornate medievali a Monte Cerignone

A Monte Cerignone dall’11 al 13 luglio 2014 ci sarà una rievocazione storica con corteo e palio al seguito in 3 giornate fantastiche in un borgo medievale del Montefeltro nel secolo XIII.

Cerignone 2014Montecerignone sarà catapultata in un’epoca così lontana da farci completamente dimenticare, per tutto il corso delle due giornate, il trambusto della vita moderna. Montecerignone sarà catapultata in un’epoca così lontana da farci completamente dimenticare, per tutto il corso delle due giornate, il trambusto della vita moderna.

Per tutto il corso delle giornate si aggireranno giullari, predicatori, cartomanti, trampolieri, mangiafuoco e i falconieri faranno volare in alto nel cielo i loro falchi.

Saranno presenti bancarelle di artigianato tipico e artistico; verranno allestite botteghe di antichi mestieri ormai dimenticati…e, per il piacere del palato, verranno aperte le caratteristiche cantine medievali dove gustare piatti tipici del luogo.

Il palio de l’ovo

A Monte Cerignone si contende uno dei palii più discussi e bizzarri del mondo: il palio de l’ovo. Si tratta di un gioco con origini molto antiche e altrettanto incerte in cui i rioni e le varie contrade si contendono un trofeo che si aggiudicano solo alla fine di una serie di prove dalla difficoltà via via crescente dove l’ultima di queste, la contesa finale del palio vero e proprio, consiste nel dover centrare un bersaglio umano costituito da un rapppresentante della contrada classificatasi ultima l’edizione precedente e di conseguenza costretta a saltare il palio successivo.

Il bersaglio può muoversi all’interno di un ” corridoio” costituito da 2 staccionate parallele, non distanti più di 1/2 metro l’una dall’altra e della lunghezza, entrambi, di circa 2 metri.
Per cercare di evitare le raffiche degli avversari questo può scorrere longitudinalmente all’interno del corridoio ma non gli è materialmente consentito spostarsi in profondità e severamente vietato abbassarsi, portandosi con la cintura al di sotto della staccionata stessa.

Il concorrente costretto a subire questo supplizio, adeguatamente protetto, era anticamente bersagliato con il lancio di castagne selvatiche conservate appositamente per l’occasione, poi, con l’andare del tempo, le castagne, eccessivamente lesive, hanno lasciato posto alle uova, rigorosamente fradice, di certo meno “offensive” da un punto di vista strettamente fisico ma non meno, e forse anche più, da un punto di vista morale.

Le uova sono lanciate a distanza facendo uso di strumenti che per lungo tempo, nei secoli passati, vennero utilizzati come vere e proprie armi da guerra, questi strumenti che in dialetto sono detti ” bisacce ” non sono altro che fionde costituite da cinghie di pelle allargate nella zona mediana, che vengono affibiate con un’estremità al polso dei concorrenti e con l’estremità opposta, stretta nel pugno della mano, volte a formare una specie di sacca in cui si ripone l’uovo.

Il fromboliere

La fionda era spesso un’arma usata dalla fanteria leggera. Le pietre o le palle di piombo lanciate dall’arma erano letali se colpivano il volto e gruppi di frombolieri venivano perciò spesso usati negli assedi per costringere i difensori a tener giù la testa. Tuttavia il loro effetto contro le armature era nullo anche quando si ricorreva alla fionda a forcella che permetteva di incrementare la potenza del tiro.

Con veemenza si inizia a far roteare tale strumento (un po’ come avviene per il lancio del martello nelle gare di atletica) finché improvvisamete il capo tenuto stretto nella mano viene lasciato andare liberamente in modo che l’oggetto (nel nostro caso l’uovo) in esso contenuto vada a scagliarsi contro il bersaglio preso di mira.

Questo, in sintesi il palio dell’uovo descritto nella sua fase finale; non mi sembra necessario illustrare le gare preliminari che peraltro hanno subito non poche modifiche nel corso degli anni, e che conseguentemente, nonostante a volte ritenute anche più spettacolari della stessa disputa finale, non rappresentano la parte prettamente storica del gioco.

L’ultima disputa del palio risale al 1992, esattamente a 10 anni fa, di conseguenza, visto che è uso organizzare una gara ogni dieci anni, proprio quest’anno dovrebbe essere preparata la nuova edizione. Ho utilizzato il condizionale perché Piazza Begni è stata teatro, nel corso degli ultimi mesi, di lavori di ristrutturazione che hanno coinvolto la rocca adiacente, pertanto le varie contrade non hanno potuto tastare il terreno di gioco ed organizzarsi adeguatamente, quindi l’edizione di quest’anno è al momento attuale ancora in forse.

Due giornate fantastiche in un borgo medievale del Montefeltro nel secolo XIII. Monte Cerignone sarà catapultata in un’epoca così lontana da farci completamente dimenticare, per tutto il corso delle due giornate, il trambusto della vita moderna.

La corte scenderà dal castello in parata lungo le vie del paese con gli illustri ospiti del Gruppo Storico “Sbandieratori Città di Cortona e Corte” e con la Corte e gli Sbandieratori dell’ “Associazione storico culturale Bardulos Città di Barletta” per far sosta in Piazza Begni e dare inizio ai giochi tra le varie contrade paesane che si sfideranno nelle due giornate fino alla conquista e all’assegnazione del Palio.

Per la festa si aggireranno in ogni angolo del paese giullari e menestrelli, predicatori, ciarlatani, trampolieri e mangiafuoco, fachiri e giocolieri, musici e buffoni proponendo giochi ed intrattenimenti volti a coinvolgere il pubblico presente. Al chiaro della luna i falconieri faranno volare in alto nel cielo i loro falchi.
Per il piacere dello stomaco verranno aperte le caratteristiche cantine medievali mentre per il piacere degli occhi si allestiranno il mercato duecentesco e le botteghe artigiane con bancarelle di artigianato tipico e artistico e botteghe di antichi mestieri ormai dimenticati.

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