Green Pass

Il Green Pass serve per spostarsi in Italia da/a regioni rosse e arancioni.
Per andare in vacanza oggi non serve il Green Pass. Solo se si proviene dalla Val d’Aosta o vi si è diretti serve il certificato verde.

✅ NON SERVE da zona bianca a zona bianca
✅ NON SERVE da zona gialla a zona gialla
✅ NON SERVE da zona gialla a zona bianca e viceversa
⚠️ SERVE IL PASS SOLO da zona arancione/ rossa a qualsiasi altra zona

Cos’è il Green Pass?

Il Green Pass è un documento che consente a chi lo possiede di spostarsi tra tutte le regioni italiane, incluse zone arancioni e rosse. Può essere rilasciato a chi è guarito dal Covid-19, a chi ha concluso il ciclo di vaccinazione o a chi risulta negativo a un test molecolare o antigenico. Può, quindi, essere rappresentato da:

  • certificato vaccinale;
  • certificato di avvenuta guarigione dal Covid-19 e cessazione dell’isolamento in seguito a infezione;
  • certificato di tampone molecolare o test antigenico (test rapido) con esito negativo.

Come funziona il Certificato verde?

Il Green Pass è utile per chi intende viaggiare tra regioni e province autonome rosse o arancioni, così come tra gli stati membri dell’Unione Europea. Sarà disponibile in formato cartaceo e digitale sul fascicolo sanitario elettronico.

Quanto tempo vale il Green Pass?

Il certificato verde ha validità 6 mesi in caso di avvenuta guarigione dal Covid-19, di 48 ore in caso di negatività al test molecolare o antigenico anti-Covid19. In caso di completamento del ciclo vaccinale, la validità è, invece, di 9 mesi. Se è stata effettuata solo la prima dose di vaccino, la validità è dal quindicesimo giorno dalla somministrazione fino alla data prevista per il completamentoo del ciclo vaccinale.

Green Pass: come richiederlo?

Il modo di richiedere il certificato vaccinale cambia a seconda della situazione in cui ci si trova.

  1. Completamento del ciclo di vaccinazione contro SARS-CoV-2: la certificazione di avvenuta vaccinazione viene rilasciata dalla struttura sanitaria che ha effettato il vaccino in forma cartacea o digitale nel momento in cui viene somministrata la prima dose e nel momento in cui viene completato il ciclo vaccinale. La certificazione viene caricata anche sul fascicolo sanitario elettronico. Se è stato completato il ciclo vaccinale, la validità della certificazione è di 9 mesi, se invece è stata effettuata solo la prima dose, la validità è compresa tra il quindicesimo giorno dalla somministrazione della prima dose alla data della seconda.
  2. Avvenuta guarigione da Covid-19: il certificato di avvenuta guarigione viene rilasciato su richiesta dell’interessato dal medico di famiglia o dal pediatra di libera scelta, in formato cartaceo o digitale e caricato sul fascicolo sanitario elettronico. Ha una validità di 6 mesi.
  3. Tampone con esito negativo: la certificazione viene rilasciata su richiesta dell’interessato in formato cartaceo o digitale dalla struttura sanitaria pubblica o privata autorizzata o accreditata o dalla farmacia che ha eseguito l’esame. Il certificato deve attestare la negatività a Sars-CoV-2 al test molecolare o antigenico (test rapido) e ha una durata di 48 ore.

In quali casi il certificato green può decadere?

La validità del Green Pass si interrompe immediatamente anche prima della scadenza di 6 mesi nel caso venga riscontrata la positività a SARS-CoV-2.

I dubbi degli esperti

Di fronte all’introduzione del green pass, sono state numerose le critiche e le perplessità degli esperti. Si tratta per lo più di dubbi sulla sicurezza di questa misura: chi, non avendo contratto il Covid-19 e non essendo stato vaccinato, esegue il tampone moleolare o il test rapido, potrebbe aver eseguito il tampone quando già contagiato ed esprimere la malattia solo nei giorni seguenti, favorendo così la diffusione dell’infezione.

Analogamente, chi ha ricevuto il vaccino potrebbe comunque aver contratto l’infezione. Non vi è, infatti, la sicurezza assoluta sull’efficacia del vaccino e permane il dubbio che un vaccinato asintomatico possa continuare a trasmettere l’infezione.

Infine, ci sono criticità legate alla tutela della privacy dei cittadini e all’utilizzo dei dati personali, che il Garante della Privacy ha fatto presente al Governo e che saranno oggetto di definizione nelle prossime settimane.

Quando richiedere il Green Pass al medico di famiglia?

Il questi giorni molte persone si stanno rivolgendo al proprio medico di famiglia chiedendo il green pass non solo nei casi di avvenuta guarigione da Covid-19 gestito dal medico direttamente, ma anche nei casi di ricovero ospedaliero e di avvenuta vaccinazione.

La Federazione Nazionale dei Medici di Medicina Generale (Fimmg) fa sapere che i medici non sono tenuti a produrre alcuna certificazione per chi non ha ricevuto cure dirette da loro stessi.

Ricordiamo, quindi, che nel caso sia stato necessario il ricovero in ospedale, il certificato di avvenuta guarigione va richiesto all’ospedale, mentre nel caso in cui si effettui un test molecolare o antigenico la certificazione verrà rilasciata dalla struttura sanitaria o dalla famacia che ha eseguito il tampone. Chi ha completato il ciclo vaccinale, infine, può richiedere il certificato di avvenuta vaccinazione alla struttura sanitaria responsabile della somministrazione del vacino.

Per approfondire: