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Il film sulla leggenda di Azzurrina nel Castello di Montebello

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Il film sulla leggenda di Azzurrina nel Castello di Montebello

La visita notturna della Rocca di Montebello è unica nel suo genere in Italia e da quì l’idea di produrre un film.

I “Media”, numerosi, che tra il 1990 ed il 1995 accorrevano verso la verifica di tale evento, lo descrivevano come “misterico”,  “pregnante” e pieno di “arcane presenze”.

Sia in ambito psicologico che parapsicologico si raggiunse una cascata di informazioni tali da far impallidire i più seriosi esperimenti in “ambiente controllato”. Ad esempio si raggiunse la deduzione che le percezioni acustico-vocali attribuite ad una delle presenze più note della Rocca: “Azzurrina”, siano nettamente dissociate da qualunque evento illusorio, allucinatorio, suggestivo o ipnotico nel contesto di un gruppo notturno occasionale in visita al castello; al contrario, in altro contesto, alcuni visitatori accasionali (rarissimi per la verità), producevano una serie di informazioni attendibili su dati archivistici riguardanti la storia dei “Guidi di Bagno” assolutamente al di fuori da ogni circuito storico conosciuto. In pratica riassumevano date, eventi e fatti, racchiusi dentro antiche pergamene di un archivio privato.

La visita notturna, pur mantenendo caratteristiche suggestive comuni alla maggior parte dei visitatori, metteva altresì in grado i singoli di avvicinarsi e a volte compenetrare dinamiche, fenomeni ed eventi anomali così come si presentavano, o più precisamente con immediato stupore. Durante la visita si possono ascoltare le ultime registrazioni e vedere le ultime immagini raccolte dal Laboratorio Interdisciplinare di Ricerca Biopsicocibernetica

LEGGENDA DI AZZURRINA: Nella seconda metà del XIV secolo, nel castello situato a Montebello, in provincia di Rimini, nell’entroterra romagnolo, abitava la famiglia di Ugolinuccio, Signore nel 1375. La serenità donata a questa famiglia fu definitivamente, rovinosamente distrutta dalla tragica scomparsa di Guendalina Malatesta, soprannominata Azzurrina. La sua scomparsa rimane un mistero ancora oggi. La piccola nacque albina e per questo fu accusata di stregoneria e destinata ad una morte atroce. Pur di nasconderla e darle una speranza, i genitori non la facevano uscire dal castello e all’interno di questo la piccola era sempre piantonata da due guardie. Vano fu anche il disperato tentativo della madre di coprire i capelli della bimba con delle soluzioni naturali che, a causa della mancanza di pigmentazione dovuta alla malattia, lasciavano soltanto un velo azzurro nella candida chioma.

Ma Azzurrina non rimarrà un semplice e sbiadito ricordo del passato, ella diventerà una tra le più famose presenze dei nostri giorni.Il 21 Giugno dello stesso anno, la bimba scomparve misteriosamente nei sotterranei del castello. C’era un violento temporale e la palla con cui giocava la bambina rotolò giù nelle segrete, fino a raggiungere una stanza adibita a dispensa/ghiacciaia.Le guardie non ebbero timore visto che il cunicolo non aveva uscite. Ma dalle segrete si sentì gridare.Le guardie corsero subito in soccorso della piccola, ma non trovarono nessuno. La bimba era sparita. Quello fu il suo ultimo giorno. Nel 21 Giugno dell’anno 1990 la troup televisiva RAI girò un documentario all’interno del castello, e senza saperlo registrò una voce. La voce era flebile, leggera. Era come un pianto confuso tra i rumori di un lontano temporale, non ci furono dubbi: era la voce della bambina scomparsa, la stessa di cui si narra anche in una cronaca del ‘600, custodita all’interno della biblioteca del castello. Era la voce di Azzurrina.

L’università di Bologna iniziò subito degli studi approfonditi e riuscì nell’anno 1995 sempre durante il solstizio a catturare ancora il leggero lamento che si diffondeva tra le mura del castello. Questa volta la voce era più limpida e si sentì chiaramente chiamare “mamma”. Registrarono anche il rumore della palla che rimbalzava e il ritocco delle campane. Nello stesso giorno dell’anno 2000 la stessa università, registrò ancora i lamenti della piccola. Si affermò dunque senza titubanza che quei lamenti appartenevano ad Azzurrina, la bimba scomparsa ben settecento anni prima che nella ricorrenza quinquennale della sua scomparsa si aggira nel castello giocando con la sua palla alla ricerca della sua famiglia. Facendo un salto indietro si scopre che nel 1989, dunque, l’anno prima della prima intercettazione, il castello fu ristrutturato dagli eredi Giunti, per creare una sorta di museo con visite guidate.Si trovarono delle gallerie sotterranee, che furono murate per proteggere dai saccheggi i tesori e gli averi della famiglia. Tutte le stanze furono riaperte, tranne una.

Durante la ristrutturazione, si accorsero che una stanza non era più accessibile. Danneggiare le mura che circondano quest’atrio significherebbe mettere in pericolo tutto il castello.Nessuno sa cosa contenga all’interno, ma si pensa che Azzurrina possa essere scomparsa proprio in questo luogo. Ma i misteri a Montebello non finiscono con Azzurrina. La piccola infatti si rivela solo ogni cinque anni, ma altre presenze meno timide animano giornalmente le mura del castello. Si dice che durante le visite guidate molte persone stiano male, in preda ad improvvisi stati di ansia e svenimenti. Molti dei turisti sentono passi e voci accompagnare la guida. Altro elemento interessante è una panca color rosso sangue, dove vi è raffigurata una donna incinta all’interno di una tenda. La panca ha più di mille anni, eppure si mantiene in perfetto stato e il suo sfondo rosso sembra essere stato tinto con il sangue. Quest’oggetto fu un dono portato da una delle crociate. Esso originariamente serviva al controllo demografico. Quando il popolo da cui fu presa arrivava ad un numero prestabilito di abitanti, le donne partorienti venivano legate sulla panca con le gambe e le braccia legate, in maniera tale da impedire loro di partorire e condannarle, insieme al feto, a morte certa, non prive di terribili agonie. Nella stessa stanza dove si trova quest’oggetto, il custode, che quella sera era impegnato nelle pulizie, sentì dei rumori e quando si voltò una donna scalza camminava sul soffitto, fissandolo. La donna era a testa in giù e la sua lunga chioma sfiorava il pavimento. A rendere più credibile il racconto dell’uomo vennero in aiuto le impronte della donna rimaste indelebili sul soffitto. Solo ora, a distanza di anni iniziano a sbiadirsi, scomparendo lentamente.
Che queste presenze siano reali o una trovata dei Giunti per incrementare le visite rimane un mistero, l’unica cosa certa è che nel 2005, durante il periodo del solstizio, a nessuno fu concesso di avvicinarsi al castello. L’università di Bologna ha bloccò le visite per meglio studiare il fenomeno. Nel frattempo, medium e contattasti di tutt’Italia giurano di essersi messi in contatto con la bambina, chi tramite la scrittura automatica, chi tramite visioni, ma nessuno di essi è ancora riuscito a ridarle la pace.

E proprio quest’anno lo scrittore Giacomo Franciosa, lo storico Sergio Tiboni e il giornalista Ernesto Siciliano, dalla produzione dalla Cabiria Film Production e presentano in conferenza stampa la loro opera cinematografica: “Il fantasma di Azzurrina”.

“Sarà un film nel film – dice il regista Giacomo Franciosa – e tutto questo si intreccerà con studi e rilevamenti che faranno parte della pellicola. Da quando ci siamo trasferiti a Montebello per gettare le basi al Fantasma di Azzurrina, ogni singolo passaggio è stato ripreso da un nostro operatore e tutti gli eventi particolari che potrebbero avvenire saranno inseriti nella pellicola”.

Franciosa ha scelto un cast molto giovane, Tatiana Luter (Lara), Matilda Lutz (Jenny), Laura Rosi (Maria), Paolo Stella (Richard) e Gianfranco Terrin nel ruolo di Leonard: “Sono tutti attori di cui sentiremo parlare, ragazzi che si sono già immedesimati nel ruolo e anche a loro sono già successe cose particolari, Azzurrina è già fra tutti noi”.

Un thriller elegante che affonda le sue radici nella storia, alla conferenza stampa ha partecipato l’assessore alla cultura del comune di Torriana Giulia Razzaboni, l’artista Rossella Faraone che ha realizzato un quadro con una rivisitazione del volto di Azzurrina in chiave moderna. Nel pomeriggio il primo ciak all’Hotel Fiera di Rimini, domani invece la troupe, diretta da Everlin Fazzini, si sposterà al Castello di Montebello per le prime riprese notturne a cui parteciperanno tutte le comparse locali.

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